“non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti ” – Charles Robert Darwin
si può essere d’accordo o meno con le teorie evoluzionistiche di Darwin, ma la citazione che apre questo intervento, se decontestualizzata del significato scientifico, è applicabile anche al mondo lavorativo, senza eccezione alcuna.
non sopravvive l’imprenditore che non rinnova il suo catalogo, non sopravvive l’investitore che non avverte in tempo l’arrivo di una bolla finanziaria, e non sopravvive, soprattutto e per la maggior parte dei casi, il lavoratore che non sia in grado di recepire il momento storico, mondiale o locale, che sta vivendo, e che non riesce quindi a far valere i suoi diritti.
Darwin ha ragione sostenendo che ne’ l’intelligenza, ne’ la forza possono garantire la sopravvivenza, ma al momento in cui si acclara con la reattività la necessità di reazione volta alla sopravvivenza, l’intelligenza e la forza diventano elementi fondamentali per la lotta di classe e per far si che i diritti vengano applicati e rispettati le modalità d’azione sono tante.
il dialogo è fondamentale ed è il primo passo di contatto tra lavoratori e dirigenti. solitamentente sono i sindacati, ove essi siano presenti all’interno dell’azienda, a dialogare con i datori di lavoro e dirigenti aziendali, effettuando le richieste del caso.
qualora questo dialogo non avesse successo, dal sindacato interno, locale, si passa al sindacato nazionale, che, basandosi sui contratti nazionali o collettivi, comunica l’eventuale mancato raggiungimento di accordi soddisfacenti e che qualora l’azienda non rispondesse in tempi brevi, verranno intraprese azioni di sciopero.
lo sciopero… questa parola così influenzata, usata poco o troppo poco a seconda dei casi, l’unica arma del lavoratore qualora i propri diritti vengano violati…
lo sciopero è il diritto di ogni lavoratore, garantito dalla Costituzione e dallo Statuto internazionale dei lavoratori, ad astenersi dal lavoro per protestare e chiedere il rispetto dei diritti, l’aumento salariale, denunciare un mobbing collettivo o singolo, etc etc…
la concezione del perchè uno sciopero sia utile, è sostanzialmente semplice: una categoria lavorativa, o un reparto, si astiene dal lavoro e causa un danno all’azienda, che a sua volta per causa di forza maggiore si trova a dover interrompere l’erogazione del prodotto o del servizio al consumatore o al cittadino, causando quindi un forte disagio per il cliente, che così sarà spinto a protestare con l’azienda o peggio ancora, a scegliere la concorrenza; questa spiegazione, va da se, è estremamente semplicistica, schematica e direi anche banale, ma occorre per affrontare una tematica abbastanza importante: l’unità dei lavoratori tutti di fronte ad un’azione di sciopero.
è ovvio che qualora non ci sia unità nell’astensione dal lavoro, la produzione, seppur con difficoltà, proseguirà e lo sciopero può fallire ed eventualmente non dare i frutti sperati.
è quindi altrettanto scontato come un’azienda ricorra a stratagemmi più o meno legali (bonus per chi non sciopera, illegale, assunzione di lavoratori durante lo sciopero di altra manodopera, illegale, intimidazione dei lavoratori con minaccia di licenziamento, illegale etc etc) al fine di far fallire uno sciopero e poter così continuare a comportarsi da padre-padrone nei confronti del lavoratore, violandone così i suoi diritti.
l’unità, la forza dei lavoratori, che essi siano di destra, sinistra o centro, è la principale risorsa della lotta sociale, e boicottare uno sciopero perchè organizzato e guidato da bandiere rosse, biancorosse o grigie, è sia stupido, infantilistico ed anacronistico, ma anche il miglior modo per peggiorare (se non vedersi stroncata) la propria vita lavorativa; se la lotta è giusta, anche le persone che l’hanno proposta di conseguenza logica dovranno pur esserlo (con le dovute eccezioni, ovviamente).
se mai un domani dovreste trovarvi in una situazione del genere, studiate il perchè, non il chi di un’azione di sciopero.
sappiate inoltre che il diritto allo sciopero è sancito per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, anche nel caso di precari e non può essere in nessun caso sospeso con minaccie e altro. vorrei far notare come tempo fa ero terrorizzato anche io dalle conseguenza che un precario avrebbe potuto soffrire in caso di partecipazione ad uno sciopero, credevo che di garantito ci fosse il licenziamento in tronco e basta, ma con il tempo e, soprattutto, con l’informazione adeguata ho compreso che un’azienda che eventualmente licenziasse un precario dopo uno sciopero ne avrebbe solo da perdere; oggi parteciperei senza dubbi, sapendomi tutelato dalla legge.
quindi, dando ascolto a Darwin, dobbiamo essere pronti, veloci, rapidi e comprendere quello che potrebbe accaderci intorno, sul posto di lavoro e farlo prima che sia troppo tardi; inoltre usare intelligenza, impedendo che riescano a dividere i lavoratori, e la forza, manifestando con la massima libertà concessa dalla legge.
alla luce di tutto questo, mi pare proprio quindi il caso di urlare: “lavoratori di tutto il mondo, di destra, di sinistra o di centro, cattocomunisti, cattolici, democristiani, nazionalisti, apolitici o meno… insomma, lavoratori tutti e di tutto il mondo, unitevi, ma soprattutto SVEGLIATEVI !!!
“Il mobbing è, nell’accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso.”
parliamo con tutti, veniamo sommersi di consigli, progetti, previsioni ed indiscrezioni.
in Azienda, durante tutto il mese precedente, circolarono insistenti indiscrezioni riguardanti l’assunzione di alcuni precari, un 25 percento circa dei totali, i quali sarebbero stati integrati a fissi; tutto ciò scatenò un penoso toto-contratto, al quale, mi vergogno ad ammetterlo, partecipai con vigore.
oggi è sabato, e al bLack office si lavora.
ai piani alti dell’Azienda oggi si parla di contrattazione.